sabato 18 settembre 2010

Cold and gray september.

Dalla grigia stanza del Raatuse sono qui a scrivere e a commentare una grigia e piovosa mattinata di metà settembre nel sud dell’Estonia. Grigia come il mio umore forse, mentre le rondini estoni sono in partenza per le terre calde, forse Egitto o chissaddove, io me ne starò qui, dove è ancora estate e fa già un freddo cane.

Nella vita non ci si accontenta mai, si vuole sempre qualcosa in più, si cerca sempre il meglio e anche se trovi il meglio, non è ancora il meglio che stavi cercando. O meglio, io non l’ho ancora trovato, chissà. Ma sarà la mattinata scura e l’influenza che incombe. Questa sera è un altro giorno.

E intanto Tartu è di nuovo piena di gente, come mi ricordavo tre mesi fa, stessi luoghi, stessa persone, facce viste e riviste, ma l’ambiente è ospitale, confortevole, è amico. E anche gli italiani come al solito non mancano mai, la dozzina di erasmus ci ha messo ad esprimere la propria italianità, ma per fortuna senza eccessi. Ma alla fine che dire, se ci conoscono in tutto il mondo un motivo ci sarà, e questo è il bello di essere italiani.