(articolo pubblicato su corriere.it/viaggi)
Mi sono trasferito per caso in Estonia. Si per caso, perché nella mia lunga ricerca di un posto per il servizio volontario europeo, avevo inviato circa un’ottantina di domande in tutto il nord Europa, dalla Norvegia alla Lituania, e alla fine il destino, mi ha spedito in Estonia. L’Estonia è un paese piccolo, solitario, freddo e ospitale, le persone sono accoglienti ed educate ma al tempo stesso timide e riservate. Una delle prime cose che colpisce di questo paese, è lo spasmodico rispetto per le regole, l’incredibile precisione che gli estoni hanno nell’eseguire i loro lavori, sfiorando la perfezione e lavorando direi, anche ben oltre il necessario. Oserei dire tutto il contrario dell’Italia. Un’altra cosa che colpisce, e per noi uomini è sicuramente quella che impressiona di più, è la straordinaria bellezza della ragazze, una genetica di livello superiore che forse non ha eguali in tutto il globo. Ma non colpisce solo la loro bellezza, colpisce anche la loro semplicità, nel vestirsi e nel rivolgersi al prossimo.
Io vivo a Tartu. Tartu è la città universitaria dell’Estonia, d’estate semi-deserta ma d’inverno popolata di studenti provenienti da tutto il mondo, e qui è facile trovarsi seduti ad una pub con quattro persone di quattro nazionalità diverse, per poi incontrare casualmente il solito italiano, o gruppo di italiani, che non mancano mai neanche negli angoli più sperduti di Europa. Tartu è una città dove la qualità della vita supera enormemente quella della maggior parte delle città del Belpaese. Servizi, trasporti, supermercati aperti fino a tardi con tante commesse quasi inoperose e file che alla cassa di due minuti al massimo, pulizia nelle strade, criminalità zero, e per fortuna una quantità limitata di russi che qui si sa, sono sempre un problema. Inoltre la periferia è colma delle tipiche case estoni: casette di legno tutte di colori diversi con le (doppie) finestre ad altezza d’uomo.
L’Estonia ha un solo grande grandissimo problema: il freddo. Se non fosse per le temperature che in inverno sfiorano i -30°C sarebbe uno dei primi posti dove trasferirsi in Europa immediatamente. Immediatamente certo, qui la crisi economica non è praticamente arrivata, anzi si continua a crescere, per il semplice fatto che l’Estonia è un piccolo paese abitato da persone molto simili tra loro, nel quale tutti hanno voglia di lavorare e nessuno ruba o “mangia i soldi dello stato”. E da gennaio ci sarà anche l’Euro.
Tallinn. La città di Tallinn è la capitale, mi sono recato un paio di volte a Tallinn, la prima come semplice visita turistica la seconda come tifoso della nazionale di calcio in trasferta, esattamente il 3 settembre, con gli azzurri vittoriosi per 2-1. Il centro di Tallinn è molto interessante ma niente di spettacolare come spesso viene descritto da guide turistiche o siti specializzati. Non ho trovato niente di incredibile nel centro storico di Tallinn, solo un ammasso di turisti noiosi, primo perché erano turisti, secondo perché erano quasi tutti italiani. Inoltre se si esce un poco dalle mura del centro storico si trova solo traffico, sporcizia, nuovi centri commerciali, strutture in costruzione e fatiscenti edifici ex-sovietici. Resta comunque una città di visitare, non tutti la pensano come me.
Hiiumaa. L’isola di Hiiumaa è probabilmente uno dei posti più inesplorati d’Europa, non che sia niente di speciale, solo una quantità infinita di alberi tipici delle regioni baltiche, ogni tanto qualche casa di legno e ogni tanto qualche spiaggia minuscola, ma davvero la pace e la tranquillità di Hiiumaa si può trovare in pochi altri posti.
Kallaste. Sul lago Peipsi, il quarto lago del vecchio continente, ad una settantina chilometri di distanza dalla costa russa, giace il paesino di Kallaste. E’ forse proprio corretto dire giace, perché questo piccolo paesino di mille abitanti, con una spiaggia, un vecchio cimitero, un ostello minuscolo, un ristorante di sei metri quadrati ed un ufficio informazioni aperto solo d’estate, sembra una città fantasma di quelle dei film western. Arrivare fino a qui da Tartu, dopo aver percorso circa 50 km in quasi due ore, in strade perlopiù sterrate, è stato comunque un avventura.
Viljandi. La città di Viljandi, nel centro dell’Estonia, è famosa principalmente per un festival di musica folk che si svolge nel mese di luglio. Sono stato qui un solo giorno, l’ultimo, per gustarmi più che la musica, l’orda di ubriaconi che dopo quattro giorni di alcool passavano il pomeriggio distesi sui prati. Con una birra a fianco.
L’Estonia è comunque un paese interessante, a volte può sembrare noiosa e monotona, ma il rapporto che hanno gli estoni con la natura resta qualcosa di unico. Qui in Estonia si possono trovare una varietà di climi, paesaggi, vegetazione e atmosfere difficili da incontrare in altri paesi, inoltre è una nazione che ha spazio da vendere: pur avendo la stessa superficie di Danimarca e Olanda, ha quattro volte meno gli abitanti della prima e dodici in meno della seconda.
Insomma, fate un salto in Estonia.