Blog di cinema e musica, parleremo di film che vengono dall'estremo oriente, degli anime, dei film che non hanno senso, di quelli misteriosi, di quelli sconosciuti, di quelli sottovalutati e quelli che lasciano a bocca aperta. E anche un po' di musica Rock. Proverò a mio modo a presentare e confrontare alcune pellicole, sperando possano essere buoni consigli per chi avrà la pazienza di leggere fino in fondo.. Buona lettura, e buona visione!
domenica 6 giugno 2010
Un estone, un semaforo e un calcetto balilla
C’è un posto nel mondo in cui un pedone, solo di fronte alle strisce, immerso nel silenzio o nel lieve sibilo delle automobili distanti centinaia di metri, attende senza fretta e in assoluta pace con il mondo l’arrivo del verde per attraversare la strada.
Questo posto si chiama Estonia, e sta continuando a stupirmi. Ma le strisce pedonali ed i semafori sono solo un piccolo esempio di come sia precisa e rispettosa delle regole questa società. Nulla è mai lasciato al caso, tutto viene studiato nei minimi particolari, e cosa ancora più importante, ci si fida dei propri simili sapendo che non ti deluderanno e che loro non infrangeranno le regole come non le stai infrangendo tu. Così, nel bel mezzo di una festa di paese con centinaia di persone per le strade si può lasciare un’auto tranquillamente aperta, si può lasciare un calcetto balilla con tanto di pallina in mezzo alla piazza, sapendo già che a fine serata avresti ritrovato il calcetto e la pallina dov’erano, al loro posto.
Insomma, non proprio come nel Belpaese, dove saresti rimasto sicuramente senza pallina, forse senza calcetto, e chissà, forse anche senza macchina.
lunedì 31 maggio 2010
Welcome to Estonia
Alcune considerazioni di questi primissimi giorni in Estonia:
-Intanto il viaggio in aereo, qualsiasi sia la tua destinazione in Europa, se guardi in basso mentre stai volando, il paesaggio è sempre lo stesso: campi coltivati, ovviamente quando non c’è il mare.
-Una considerazione veloce sulle creature che popolano i paesi baltici: che dire, già al check-in mi sono accorto che qualcosa stava cambiando, mi guardo attorno ne vedo almeno tre o quattro che se venissero in Italia non farebbero a tempo a superare la frontiera che le avrebbero già prese e sbattute in televisione. Mentre gente come Valeria Marini o Anna Falchi le manderebbero a fare le pulizie.
-Passando a considerazioni un po’ più intelligenti e intellettualmente avanzate, posso dire che gli estoni sono gente strana, molto diversa da noi. All’inizio sembrano un po’ timidi ma appena provi a dargli un po’ di confidenza si sciolgono subito, soprattutto le ragazze. Magari poi il giorno dopo li rivedi e di nuovo sembra che per loro tu non esista. Bah!
-E’ fine maggio e c’è sempre il sole, le ore di buio totale saranno un paio. Dopo mezzanotte il sole cala in maniera definitiva, ma alle due e mezza è già l’alba, sembrano le sei del mattino in Italia.
-Per chi ha più di una ventina d’anni qui il periodo sovietico si fa sentire, certe persone se sentono nominare la Russia fanno la stessa faccia che farei io sentendo l’odore delle mele cotte, e anche se adesso sentono la libertà da più di quindici anni qualcosa dentro di loro rimane in maniera indelebile.
-Per quello che ho visto finora Tartu mi sembra bellissima, c’è di tutto: università secolari, parchi, centri commerciali super avanzati, antichi palazzi, pub per tutti i gusti, discoteche, un fiume grandissimo, tanti ponti uno diverso dall’altro, decine di dormitori studenteschi, case di legno in periferia, un auditorium per i concerti, ma soprattutto tanti ma tanti giovani di tutte le nazionalità.
-La tecnologia è una caratteristica estone, basti pensare ai tasti dell’ascensore o ai pulsanti per attraversare la strada ai semafori: qui è tutto iTouch!
-Non avrei mai pensato, ma l'Estonia è letteralmente invasa dalle zanzare, se provi a leggere un libro in un parco vieni assalito, se cala il sole e stai camminando pure, riescono ad entrare persino negli ascensori, ma come cazzo fanno?
-Infine la cosa più “triste”, in due giorni e mezzo di Estonia non ho ancora visto un pallone da calcio, neanche un bambino che gioca per strada, mentre tutti quelli che girano per la città in bicicletta non conoscono neanche Marco Pantani. Oltre al fatto che i Mondiali di calcio sembrano non interessare a nessuno. Ma in che parte del mondo siamo?
-Ah, dimenticavo, per adesso condivido una camera con un cileno che studia semiotica e che sembra Pellerey. (non sto scherzando)