lunedì 31 maggio 2010

Welcome to Estonia

Alcune considerazioni di questi primissimi giorni in Estonia:

-Intanto il viaggio in aereo, qualsiasi sia la tua destinazione in Europa, se guardi in basso mentre stai volando, il paesaggio è sempre lo stesso: campi coltivati, ovviamente quando non c’è il mare.


-Una considerazione veloce sulle creature che popolano i paesi baltici: che dire, già al check-in mi sono accorto che qualcosa stava cambiando, mi guardo attorno ne vedo almeno tre o quattro che se venissero in Italia non farebbero a tempo a superare la frontiera che le avrebbero già prese e sbattute in televisione. Mentre gente come Valeria Marini o Anna Falchi le manderebbero a fare le pulizie.


-Passando a considerazioni un po’ più intelligenti e intellettualmente avanzate, posso dire che gli estoni sono gente strana, molto diversa da noi. All’inizio sembrano un po’ timidi ma appena provi a dargli un po’ di confidenza si sciolgono subito, soprattutto le ragazze. Magari poi il giorno dopo li rivedi e di nuovo sembra che per loro tu non esista. Bah!


-E’ fine maggio e c’è sempre il sole, le ore di buio totale saranno un paio. Dopo mezzanotte il sole cala in maniera definitiva, ma alle due e mezza è già l’alba, sembrano le sei del mattino in Italia.


-Per chi ha più di una ventina d’anni qui il periodo sovietico si fa sentire, certe persone se sentono nominare la Russia fanno la stessa faccia che farei io sentendo l’odore delle mele cotte, e anche se adesso sentono la libertà da più di quindici anni qualcosa dentro di loro rimane in maniera indelebile.


-Per quello che ho visto finora Tartu mi sembra bellissima, c’è di tutto: università secolari, parchi, centri commerciali super avanzati, antichi palazzi, pub per tutti i gusti, discoteche, un fiume grandissimo, tanti ponti uno diverso dall’altro, decine di dormitori studenteschi, case di legno in periferia, un auditorium per i concerti, ma soprattutto tanti ma tanti giovani di tutte le nazionalità.


-La tecnologia è una caratteristica estone, basti pensare ai tasti dell’ascensore o ai pulsanti per attraversare la strada ai semafori: qui è tutto iTouch!


-Non avrei mai pensato, ma l'Estonia è letteralmente invasa dalle zanzare, se provi a leggere un libro in un parco vieni assalito, se cala il sole e stai camminando pure, riescono ad entrare persino negli ascensori, ma come cazzo fanno?


-Infine la cosa più “triste”, in due giorni e mezzo di Estonia non ho ancora visto un pallone da calcio, neanche un bambino che gioca per strada, mentre tutti quelli che girano per la città in bicicletta non conoscono neanche Marco Pantani. Oltre al fatto che i Mondiali di calcio sembrano non interessare a nessuno. Ma in che parte del mondo siamo?


-Ah, dimenticavo, per adesso condivido una camera con un cileno che studia semiotica e che sembra Pellerey. (non sto scherzando)

martedì 13 aprile 2010

Coincidenze

Ho vissuto un flash back.
Stesso risultato, stesso angolino, stesso protagonista (Antonio)...stesso bar, no quello no. L'ultimo derby che "ho vinto" ero in Spagna solo come un cane in un pub irlandese nel centro di Madrid, dopo aver girovagato incessantemente per 70' senza trovare un cazzo, assieme ad una mia paziente amica francese che mi seguiva per chilometri e chilometri, ma che mi avrebbe sparato se solo non avesse avuto pietà per un povero tipico italiano tifoso di calcio. E dopo 70' di avantidietro entro nel primo pub che avevo scartato ed ecco che c'è Genoa-Samp in maxi schermo, ma a nessuno gliene frega niente, mi godrò il maxi schermo da seicento pollici tutto per me. Incredibile siamo 2-2, mai visto un derby con così tanti gol!...No, meglio andare dall'oculista, strizzo gli occhi e torniamo sullo 0-0 iniziale, che spettacolo questi derby di Genova! Ma c'è un lato positivo: stiamo attaccando.

Com'è andata lo sappiamo, sia quel giorno (Febbraio 2008), che ieri l'altro, ma il flash back non è solo lo stesso risultato, lo stesso angolino e lo stesso protagonista, è che in entrambi i casi la sera prima avevo dormito circa un'ora, sballottato da feste di laurea o week-end alcolici in quel di Salamanca, avevo salutato augurando un ironico "buona fortuna" la stessa persona di fede genoana (persona che non vedo praticamente mai), risentivo di quella che in Spagna si chiama resaca, negli Stati Uniti hangover, e qui in Italia, pur non esistendo una parola unica, si può riassumere semplicemente con mal di testa post-sbronza.

Quindi, tirando le somme, per vincere ancora qualche derby in futuro dovrò riunire tutte queste circostanze...ma scaramantico a dire il vero non lo sono mai stato...quindi chissenefrega