La prima volta che conobbi Wong Kar-wai fu con 2046, per
puro caso lo registrai alla Tv (lo
davano a notte fonda) dopo aver letto una breve recensione. Non solo non sapevo
che era il seguito del ben più famoso In The Mood For Love, ma non avevo la
minima idea di chi fosse Wong Kar-wai. 2046 non mi piacque granché e non ci
capii molto. Ma stiamo parlando di una decina di anni fa. Poi un mio amico
invasato con l’estremo oriente me ne parlò e diciamo che si chiuse un cerchio.
Ho visto solo qualche film di Wong e devo dire che al
momento Fallen Angels è quello che per distacco mi ha entusiasmato di più (o
depresso di più, a seconda dei punti di vista).
L’altro giorno invece ho visto un film giapponese, Tokyo
Love Hotel (regia di Ryuchi Hiroki, con un passato nel soft porn) era da un paio d’anni che avevo voglia di vederlo ma non riuscivo a
trovarlo da nessuna parte. Non sapevo assolutamente nulla di questo film, avevo
trovato delle informazioni credo su IMDB e il titolo mi suonava accattivante.
Intrecci
di storie di solitudine, depressione, prostituzione e tradimenti, questi due
film hanno qualcosa in comune. In generale, definirei i due film delle storie
per cuori solitari, per coloro che non riescono o non possono trovare qualcuno
da mettere al proprio fianco, e in qualche modo con orgoglio e tenacia riescono
ad uscirne fuori, nonostante il loro futuro sembri restare ancora molto nebuloso.
Fallen Angels rappresenta la vita di chi è diverso e quasi
impossibilitato ad avere un’anima gemella. Tokyo Love Hotel è invece meno
onirico, e si avvicina più al classico intreccio da commedia hollywoodiana,
mantenendo però quell’aura poetica che rappresenta la solitudine e la
struggente difficoltà che attraversano le varie coppie per restare insieme o
per lasciarsi definitivamente, e per coloro che sono costretti a vendere il
proprio corpo pur di sopravvivere o inseguire i propri sogni.
Mentre i personaggi del film di Hong Kong rappresentano
qualcosa di lontano dalla realtà, quasi degli angeli che passano attraverso il
nostro mondo, i protagonisti dell’Atlas Hotel di Tokyo sono molto più vicini a
noi esseri mortali: un direttore di un albergo a ore e sua sorella che ha
appena fatto il suo ingresso nel porno, una giovane musicista in cerca del
primo contratto, una giovane coreana che si guadagna da vivere lavorando come
escort, una giovane liceale scappata di casa, due poliziotti e una donna delle
pulizie con qualche segreto.
Per questo motivo suggerirei di vedere Fallen Angels quando
si ha tempo e voglia di cimentarsi in un film d’autore che potrebbe non piacere
a tutti, mentre Tokyo Love Hotel è sicuramente più leggero e comprensibile.
Entrambi sono film che faranno riflettere, soprattutto chi è single.
Entrambi sono film che faranno riflettere, soprattutto chi è single.
PS. I Love Hotel sono degli alberghi a ore, molto comuni in Giappone,
dove non per forza si passa la notte, ma si possono prenotare delle stanze in qualsiasi momento della
giornata anche solo per un’ora o due. Di solito sono utilizzati da coppie che non hanno
un appartamento proprio o da chi affitta prostitute.
Altri film di Wong Kar-wai citati e
consigliati:
- In The Mood For Love (2000)
- 2046 (2004)


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