martedì 31 marzo 2020

Your Name vs Donnie Darko

Dopo oltre due anni dalla mia prima e unica visione, finalmente ieri sera mi sono deciso di rivederlo. Avevo aspettato a lungo, perché un film che ti colpisce al cuore in una maniera così profonda, va rivisto con una persona speciale, o con più persone speciali. Sto parlando di Your Name, capolavoro di animazione di Makoto Shinkai, film che riunisce passato, presente e futuro, sogno e realtà in una maniera poetica e geniale. 



Your Name è proprio il genere di film che piace me, ovvero quei film che alla fine lasciano sempre un po' di spazio all'immaginazione, all'interpretazione, che all'arrivo dei titoli di coda ti lascia quella sensazione del tipo "vorrei che non fosse finito qui", e comunque ti convinci che quello sia stato il finale giusto.
Your Name forse mi è piaciuto così tanto perché ricorda in qualche modo quello che è stato per me (ed è ancora) il mio film preferito, Donnie Darko. 



In entrambi i film ai protagonisti viene a loro insaputa dato un compito molto impegnativo, nel corso della storia si renderanno conto di essere responsabili della vita di molte altre persone e i finali dei due film sono diversi e non anticipo nulla nel caso ovviamente non li abbiate ancora visti. Siamo davanti a supereroi inconsapevoli che in cambio dei loro sforzi non solo non avranno gloria ma dovranno anche sacrificare molto, se non tutto. Questo per il bene di chi gli sta intorno e di chi amano. Anche per questo motivo i personaggi vengono resi normali, persone come tutti noi, in modo che lo spettatore possa immedesimarsi e sognare a sua volta. Cosa che mai potrebbe succedere in un classico film di supereroi.

I due film sono ormai film di culto, Donnie Darko (2001) è già più vecchiotto mentre Your Name si può dire che abbia sancito la consacrazione definitiva di Makoto Shinkai, soprattutto al botteghino, visto il successo ottenuto anche fuori dal Giappone. Lo stesso non si può dire di Richard Kelly, regista di ventiseienne Donnie Darko, che non è più riuscito ad imporsi. A parte l'ambiguo Southland Tales e il fanta-thriller The Box, sembra aver lasciato la regia. Trampolino di lancio semai è stato per Jake Gyllenhall, che dopo aver interpretato il problematico Donald, ha cominciato una florida carriera.

Altri film consigliati:

5 cm al secondo (2007), Makoto Shinkai
Il Giardino delle Parole (2013), Makoto Shinkai
The Box (2009), Richard Kelly


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